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Antico Ristorante dell'Angelo in Monasterolo di Savigliano è da sempre conosciuto e apprezzato dalle buone e robuste forchette e da coloro che di vino se ne intendono. La tranquilla strada che da Villafranca porta a Savigliano offre, ogni tre-quattro chilometri l'incontro con piccoli paesi accovacciati attorno al loro antico castello: Moretta,Villanova Solaro,Ruffia e infine Monasterolo; questo percorso risulta particolarmente interessante specialmente per coloro che amano assaporare il profumo del passato,
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tra chiese, case e portici scaglionati nei secoli, dislocati nel tempo.
Monasterolo, paesino di campagna piazzato tra due torrenti, il Varaita e il Maira, da la possibilità al suo unico ristorante di proporre oltre alle specialità tipiche piemontesi e di Langa, i fritti ed i carpioni di pesce d'acqua dolce.
La nuova gestione del "Ristorante dell'Angelo" mantiene inalterata la sua buona reputazione: il signor Piero, gioviale personaggio dall'imponente pancia, ne è garante; coadiuvato dalla moglie, la signora Margherita, brava cuoca, che in cucina non fa economia: qualità e quantità la sua regola e, come nell'antica tradizione della ristorazione piemontese, ogni piatto viene riproposto tre volte: il famoso ripasso di portata.
Per questo motivo il "Ristorante dell'Angelo" è punto d'incontro di bongustai dalle sette ganasce, cinque anche sei abbondanti antipasti tipici piemontesi, tra i quali il caratteristico rotolo di frittata verde e gialla servito a tranci, danno inizio al pasto.
Agnolotti e tagliatelle fatti in casa: poi capriolo e altra selvaggina cucinata a dovere, arrosti e bolliti di buona carne della regione.
Al Venerdì, eccellente pesce di mare e, su prenotazione, vaironi, "bòte" e gamberi di fiume, quando i pescatori della zona li pescano nei sempre più poveri corsi d'acqua.
Vasta la gamma dei dolci, come ricca è la carta dei vini: dai grandi langaroli al nostro "Prustineng '97", e fa piacere scoprire un tipico vino del Pinerolese varcare il confine del "presidio" e troneggiare con altri di chiara fama e nobiltà.
Consigliabile il buon dolcetto dalla casa imbottigliato da un piccolo e serio produttore di Dogliani.
A questo punto non resta che attendere il cordiale "buon appetito" augurato dal signor Piero che, con maliziosa ironia, consiglia anche di non mangiare troppo.